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Le migliori sigle delle serie tv degli ultimi anni.

In America le chiamano Opening, ma qui in Italia le chiameremmo sempre Sigle tv. Dei piccoli grandi capolavori che introducono a storie meravigliose, avvincenti e magnetiche. Dei piccoli “film nei film”, molto spesso, curati nei minimi dettagli, dalle musiche alle immagini, e noi fan ne andiamo pazzi!

Iniziamo con una delle mie sigle preferite, “Outlander”. Mi ha rapita sin dalla prima volta che l’ho vista, così come la serie, le immagini e la canzone che l’accompagna sono davvero magnifiche. Adoro i close-up sui particolari dei personaggi e dei luoghi, soprattutto il viso di Claire e il corpo di Jamie, e come sono state rese magiche al momento della postproduzione e del montaggio. Curiosità: il brano “The Skye Boat Song”, cantata da Raya Yarbrough, in realtà è una trasposizione moderna di una melodia popolare scozzese che narra della fuga del Principe Charles Edward Stuart alle Isle of Skye nel 1746, in seguito alla sconfitta della Battaglia di Culloden. Il testo è una reinterpretazione di una poesia di Robert Louis Stevenson “Sing Me a Song of a Lad That Is Gone” del 1892. Nella seconda stagione, oltre ad inserire nuove clip tratte dalla serie, per le prima 7 puntate  il ritornello “The Skye Boat Song” viene in parte cantato in francese.

 

 

La Prima stagione ci ha esaltati, la Seconda ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca…parlo di “True Detective”. La serie rivelazione dello scorso anno, oltre ad avere un cast stellare, è accompagnata da una sigla mozzafiato. A livello tecnico le doppie esposizioni (ossia due immagini sovraesposte) incarnano benissimo il mood. In particolare le immagini dei due protagonisti, Rustin “Rust” Cohle e Martin “Marty” Hart, che si trasformano in fiamme rosse, potrebbero simboleggiare i loro oscuri segreti. A rendere tutto ancora più intenso sono, come sempre, le musiche: nella Prima Stagione il brano è “Far From Any Road” degli The Handsome Family, mentre nella Seconda, a fare da sottofondo alle immagini, c’è “Nevermind” di Leonard Cohen.

 

 

 

Questa sigla ci eccita ogni volta che la vediamo, non tanto per la sua bellezza, ma perché significa che è iniziata una nuova puntata di Sherlock! Scherzi a parte, è degna della serie tv. La musica è davvero travolgente e la piccola “Londra in miniatura”, che altro non è che un effetto ottico dovuto alle sfumature in alto e in basso dell’immagine, ci trasporta nel mondo di Sherlock Holmes e del suo fidato dottor Watson.

 

 

 

Una goduria per gli occhi e per le orecchie! Sto parlando dell’opening di Black Sails. La serie tv “piratesca”, in onda su Starz, non poteva certo rimanere senza una sigla potente e d’impatto. La musica, composta da  Bear McCreary, è un mix tra Metal, Cornamuse e Cori guerrieri. Le statue in marmo, realizzate al computer, sono così realistiche da prendere vita e rappresentare al meglio la serie tv. Davvero un gioiellino!

 

 

Ci sono due cose che amo di “Orphan Black”: Tatiana Maslany e il theme dei Two Fingers. La sigla della “serie dei cloni” è davvero ipnotica, grazie alle immagini che riproducono plasma, spirali di dna, cellule e…Tatiana Maslany!

 

 

La sigla d’apertura di “Da Vinci’s Demons”…parliamone! Bear McCreary ha vinto un Emmy per il tema della serie, e quindi anche per la musica dell’opening che accompagna immagini molto suggestive. I progetti e dipinti di Leonardo Da Vinci prendono vita mentre i personaggi  diventano disegni animati. Sigla creativa!

 

Ma le sigle tv possono essere anche molto divertenti, è il caso della serie tv “Crazy Ex-Girlfriends”. Rachel Bloom, la protagonista della serie della Cw, canta e interagisce con un mondo Cartoon che rispecchia a pieno il mood spiritoso e tragicomico…in più il brano è così orecchiabile che io lo canto ogni volta che guardo una puntata!

 

 

Menzione d’onore per la sigla di “Game of Thrones”. I fan si gasano ad ogni puntata e i creatori sono stati bravi a realizzarla, con la riproduzione del vero scenario della serie.

 

Valentina

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